CRISTO IN VOI, SPERANZA DELLA GLORIA

Cosa significa Verità?
Niente nel termine in sé. È un termine vuoto se esclude il Risorto.

È questo il punto. 

La Verità dottrinale e del Catechismo è parte fondamentale e non patteggiabile della dottrina ma non è il Cristo. Ne è una parte. Cristo è di più. Cristo è oltre.

Cosa è la Grazia?

Non è un dono di un Dio Babbo/Natale che elargisce e dispensa Grazie in un rapporto di causa/effetto col nostro corpo o con la nostra anima. La Grazia della castità non scende dalla Croce e ci risolve il problema della carne in due minuti. La Grazia dei sacramenti  (La Riconciliazione e l’Eucaristia) non ha un rapporto causa effetto temporale del carpe diem!

Non agisce come la pillola del giorno dopo benevolmente verso di noi! Questa è eresia. È puro psichismo! È, ancora una volta nichilismo antropomorfico, perché   tutto ciò che  si oppone a Dio semplicemente  NON È.

Andiamo dicendo già da tempo che la fede non è un inganno sentimentale ed è una continua scelta del cuore e della nostra volontà. Ma è anche OLTRE! ALTRO!!

Credo che farò cascare più di qualcuno dalla sedia dicendo che persino il dualismo Fides et Ratio relativizza la conoscenza del Cristo a ciò che di volta in volta la mente decide che sia  da incasellare nel cassetto “ratio” oppure in quello “Fides”.
È un dualismo in cui la percentuale in cui si determinano i campi di azione di entrambe le nostre facoltà non è oggettivabile. Quanta fede e quanta ratio?

Caso per Caso? Dogma per Dogma?

Relativismo anche qui. Ogni dualismo implica un mediatore di controllo nell’ anello mancante e in genere si risolve dicendo che il mediatore è il Cristo.

Un mediatore laterale  e collaterale alla nostra mente teologica/razionale e alla nostra fede.

Un attore “non protagonista” ma fondamentale quando esauriamo argomenti e risposte.

Eresia.. .Cristo non media tra la fede e la ratio ma tra me e il Padre. 

In realtà né la nostra  fede né la ratio possono afferrare Cristo e tutta la Verità perché è Lui la Verità che ci afferra e ci possiede …col nostro permesso. È il contrario. È la contraddizione persino del nostro procedere sistematico. Non siamo, umanamente e divinamente parlando, delle masse informi da far plasmare alla Grazia secondo lo schema Agente-soggetto che riceve passivamente l’agire. Dio non ha AZIONE intesa come noi intendiamo una prassi qualsiasi.

Cristo, Re nella gloria,  È in voi, dice San Paolo. IN VOI.
Cristo in voi: non è una azione ma è una dimensione ontologica, anzi è LA dimensione del Cristo dopo la Pentecoste per mezzo dello Spirito Santo. In Dio non esiste altro agire che la relazione di Amore immenso e folle verso il Figlio unigenito e, dunque, verso di noi perché siamo  dimora di Cristo. Dunque la Verità è teologia e dottrina ma è anche di più perché è una Persona Risorta in me.

La Carità è un frutto della fede che io posso rendere visibile verso il mio prossimo ma non esaurisce tutta la Carità divina perché è una Persona Risorta che vive in me.

La speranza è una follia umana di forza e di lotta contro ogni logica del mondo e persino contro la certezza della morte per credere nella vita,  ma è anche OLTRE perché è la Vita stessa del Risorto che mi spinge a questa speranza. È già! 

Allora se noi viviamo già in una relazione di unione col Cristo Risorto  (“chi ci separerà dall’Amore di Cristo?”), una fusione di Amore che è la Redenzione dell’umano, significa che in me l’umano deve lasciarsi trasfigurare nel divino che è già.

“SPERANZA DELLA GLORIA”, non sono paroline da esegesi zuccherosa! Tutta la Parola non è loquacità liquida! È essenza, Realtà del Cristo che chiede di essere rivelata a noi e in noi. Il Vangelo non è un libro, un testo da meditare, da tradurre o da adattare. Il Vangelo è Cristo Risorto! Lo avete mai abbracciato il Vangelo o la Bibbia? Sia essa in latino o in inglese o in dialetto napoletano ..avete mai abbracciato la Bibbia? Io si. Quando mi manca la fisicità del Cristo io abbraccio e bacio e accarezzo e piango la Bibbia! Ho sempre un piccolo Vangelo con me e un Rosario. La Presenza nei Segni non è pareidolia! Ci hanno detto che non saremo più stati soli. Abbiamo la promessa! Abbiamo i sacramenti e abbiamo i segni… Ma più di ogni altra cosa abbiamo Cristo in noi.

Una relazione che attende di essere perfezionata dal nostro farci da parte perché sia Cristo a vivere e non io. 

Io teologico. Io razionale. Io conservatore o progressista. Io materialista o spirituale. Ogni dualismo non è cristianesimo. (Ratzinger).

Perché ogni dualismo richiede un elemento di mediazione che non può essere messo o tolto  dall’uomo altrimenti lo stesso elemento causerebbe la perdita di alcune parti a favore di altre. In un compromesso di ogni genere, persino filosofico/teologico,  tutti  i termini in gioco ne escono perdenti in qualcosa. Tutto si risolve non in un concetto, non in una serie di concetti e la fede, ma in Cristo stesso. Lui precede ogni mio ragionamento e ogni mio pensiero. Precede ogni mio atto. Potrei anche stare tutta la vita sotto un albero a non fare nulla…solo a contemplare Dio e diventare persino più Santo di un missionario che lavora gomito a gomito con migliaia di poveracci ma senza realizzare in sé il DIVINO.

Avete mai avuto la percezione della “freddezza” in qualcuno?
Perché ciò che Scalda  non è quanto realizzo io…ma se Gli lascio realizzare Lui stesso in me. La Chiesa oggi sta in prossimità del collasso schizofrenico da attività. Più fa e più aumenta il “da fare” Moltiplica le attività…entra in fibrillazione atriale. Non c’è più tempo per pregare, adorare, stare con Cristo. STARE FERMI!

Prevedo il collasso da schizofrenia.
Stress della istituzione che dovrà arrendersi al fatto che Cristo Regna a modo suo. È già! “Mettere a posto tutto” non è nemmeno una priorità  di Dio!

Dio non fa nulla che non sia AMARE. Ogni dualismo si risolve nella Parola misteriosa “Trasfigurazione”. Divento…Lui. Lui mi prende in braccio, mi rende principessa, mi chiede la mia mano…e mi porta in cielo. Tra quante lacrime? Tutte quelle che servono a me per smettere di dire “io” e a Lui perché non abbia ad avere un vestito troppo brutto il giorno delle nozze.

Buona meditazione.
P.s se potessi dare un nome all’Inferno lo chiamerei “IO”.
Da solo con me stesso per l’eternità?
Un incubo solo a scriverlo.

                                                         L. F.

                                                             

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