SANTA VERONICA GIULIANI DESCRIVE L’INFERNO


Santa Veronica lo vede quasi ogni giorno, coi suoi orrori e i suoi supplizi. Lo visita non di rado, per volontà di Dio, accompagnata normalmente dai suoi Angeli Custodi in modo visibile, e da Maria Santissima in modo invisibile. E per obbedienza lo descrive nel Diario. Riferiremo qui solo una parte della visione del 17 gennaio 1716. Le apparve la Vergine Maria, che la trasportò ai piedi della Trinità Gloriosa; poi ordinò agli Angeli Custodi di condurla in spirito nell’abisso. «Non temere, figlia mia; io sono con te».

Ecco la descrizione: «In un batter d’occhio, mi ritrovai in una regione bassa, nera, fetida, piena di muggiti di tori, di urli di leoni, di fischi di serpenti, di tuoni fragorosi. Vedevo dei lampi sinistri serpeggiare fra un fumo denso. Ma questo era nulla. Una grande montagna si alzava a picco davanti a me ed era tutta coperta di aspidi e di basilischi legati insieme. Essi si agitavano, si contorcevano, ma non potevano liberarsi. La montagna viva era un clamore di maledizioni orribili. Tornai verso i miei Angeli e chiesi loro che fosse tutto ciò. Mi risposero che era l’inferno superiore, cioè l’inferno benigno. Infatti, la montagna si spalancò e nei suoi fianchi aperti vidi una moltitudine di anime e di demoni intrecciati con catene di fuoco. 1 demoni, quasi tori furiosi, schizzavano fuoco dagli occhi, dal naso, dalla bocca. I loro denti, simili a pugnali d’acciaio, mordevano le anime fra un clamore spaventoso di urli disperati. A questa montagna seguivano altre montagne più orride, le cui viscere eran teatro di atroci e indescrivibili supplizi.

«Nel fondo dell’abisso, vidi un trono mostruoso, fatto di demoni terrìficanti. Al centro una sedia formata dai capi dell’abisso. Satana ci sedeva sopra nel suo indescrivibile orrore. Aveva una testa composta di 100 teste, ed era sormontata da enormi picche viventi, che finivano con un occhio di fuoco. Questi occhi si aprivano e lanciavano fiamme il cui ardore aumentava l’incendio infernale. Satana vedeva tutti i dannati, e questi vedevano satana. Gli Angeli mi spiegarono che la visione di satana, il mostro, forma il tormento dell’inferno, come la visione di Dio forma la delizia del Paradiso. Sui suoi sudditi, satana lanciava tormenti, che li divoravano. Egli bestemmiava maledi-zioni e tutti gli facevano coro: erano grandi urla di disperazione.

«Dissi ai miei Angeli: – Quanto tempo dureranno questi supplizi? – mi risposero: – per sempre, per tutta l’eternità -. E quando io tacqui, muta di spavento, notai che il muto cuscino della sedia di Lucifero erano Giuda ed altre anime disperate come lui. Chiesi alle mie guide: – Di chi sono quelle anime? -. Mio Dio, quale risposta! – furono dignitari della Chiesa e prelati religiosi!-.

«…Ebbi coscienza che la mia presenza raddoppiava la rabbia dei dannati. Senza l’assistenza dei miei Angeli e di Maria, che invisibile stava al mio fianco, io sarei morta di spavento.

«Silenzio. Io non detto nulla. Non posso dir nulla. Di fronte all’inspiegabile verità, tutto ciò che raccontano i predicatori non è niente. Niente!». E nell’abisso tenebroso, soggiorno di spavento, ella vide cadere una pioggia di anime.

In altre visioni è il Signore stesso che le risponde che sono supplizi «per sempre, per l’Eternità». Le disse anche: «Mira e guarda bene questo luogo che non avrà mai fine…».

In altre descrizioni più lunghe, descrive i sette livelli dell’inferno, con le loro rispettive categorie di dannati…

Il primo è il luogo ove sta incatenato Lucifero, e con esso vi è Giuda che gli fa da sedia, e vi sono tutti quelli che sono stati seguaci di Giuda. Il secondo è il luogo ove stanno tutti gli ecclesiastici e i prelati di santa Chiesa, poiché essendo stati elevati in dignità ed onori hanno pervertito maggiormente la fede, calpestando il sangue di Gesù Cristo, mio Figlio, con tanti enormi peccati […]. Nel terzo luogo che tu vedesti, vi stanno tutte le anime dei religiosi e delle religiose. Nel quarto vi vanno tutti i confessori, per aver ingannato le anime, loro penitenti. Nel quinto, vi stanno tutte le anime dei giudici e dei governatori della giustizia. Il sesto luogo, invece, è quello destinato a tutti i superiori e alle superiore della religione. Nel settimo, infine, vi stanno tutti quelli che hanno voluto vivere di propria volontà e che hanno commesso ogni sorta di peccati, specie i peccati carnali»

Vede GLI ASSASSINI all’inferno e così lo racconta: In un luogo ancora più profondo trova ammucchiate migliaia di anime (sono quelle degli assassini), sopra le quali incombe un torchio con una immensa ruota. La ruota gira e fà tremare tutto l’inferno. All’improvviso il torchio piomba su le anime, le riduce quasi a una sola; cosicché ciascuna partecipa alla pena dell’altra. Poi ritornano come prima..

Si potrebbero citare pagine e pagine, ma basta ciò per vedere quanto questa verità di fede fosse “familiare” e concreta nella quotidianità della vita e dell’esperienza di santa Veronica, in «conferma della fede», per chi cerca veramente e umilmente la Verità, arrendendosi davanti all’evidenza.

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